La parola Ferragosto deriva dalle “feriae Augusti”, il riposo di Augusto, una festività pagana decisa dall’imperatore romano Ottaviano Augusto nel 18 a.C. e che si rifaceva in parte alle Consualia, le antiche feste della religione romana dedicate a Conso, il dio dei granai e della fertilità. Queste feste erano celebrate durante il periodo del raccolto e la fine dei lavori agricoli.
Il Ferragosto aveva quindi lo scopo di mettere insieme un certo numero di giorni di riposo per consentire a chi aveva lavorato nei campi di recuperare le energie. Questi giorni di riposo erano accompagnati da feste e celebrazioni.

Tali celebrazioni originariamente venivano festeggiate in settembre alla fine del ciclo della stagione estiva, ma fu appunto l’imperatore Augusto che le spostò al 1° del mese che porta il suo nome. Ma i giorni di riposo e di festa, duravano molto, anche tutto il mese, con il giorno 13 in particolare dedicato alla dea Diana.

Queste festività erano ormai così radicate che la Chiesa decise di cristianizzarle, piuttosto che provare a sradicarle. Così, nel secolo VI, le Feriae Augusti vennero assorbite e trasformate nella celebrazione dell’Assunzione in cielo di Maria Vergine che, terminata la sua vita terrena, fu elevata alla gloria celeste con l’anima e con il corpo (Il primo novembre del 1950 Pio XII ha proclamato dogma di fede l’Assuzione della Vergine Maria al Cielo). A questo proposito in varie località italiane si svolgono imponenti processioni religiose.
Il Fascismo negli anni Venti istituisce i cosiddetti Treni Popolari di Ferragosto, una sorta di last minute a date bloccate: l’offerta valeva solo dal 13 al 15 di agosto e in due formule, la gita di un giorno (50-100 km) e quella di tre giorni (200 km al massimo). Organizzata insieme alle associazioni di dopo lavoro, dati i prezzi bassi per le classi meno abbienti è stata la prima occasione per andare al mare, in montagna o in una città vicina.