La data di morte di Gesù non è determinabile con precisione, in quanto le indicazioni presenti nei documenti a disposizione, a partire dai Vangeli, non sono sufficienti, anche perché spesso redatte con un intento più teologico che storico. I quattro evangelisti concordano nel dire che Gesù morì in giorno di venerdì durante le festività collegate alla Pasqua ebraica (Pesach), ma mentre i vangeli sinottici affermano che Gesù morì il giorno di Pesach (15 Nisanh), il Vangelo secondo Giovanni colloca la morte di Gesù al giorno precedente, il giorno di preparazione alla Pasqua (14 Nisanh). Inoltre gli evangelisti non indicano l’anno.
Le date comunemente accettate sono il 7 aprile 30, il 27 aprile 31, o il 3 aprile 33.
In particolare, se si accettano le indicazioni di Giovanni, tra queste sembra doversi scegliere la prima. quattro vangeli canonici, gli Atti degli Apostoli, lo storico ebreo contemporaneo Giuseppe Flavio e il più tardo storico romano Tacito concordano nel porre la morte di Gesù in concomitanza con l’amministrazione di Ponzio Pilato. Vi è sostanziale accordo tra gli studiosi nel datare l’incarico di Pilato tra il 26 e il 36 (o inizio 37).
Sempre dai vangeli la morte di Gesù viene collocata durante il sommo sacerdozio di Caifa, che era diretto dal suocero ex sommo sacerdote Anna. Il pontificato di Caifa è datato tra il 18 e il 36, sovrapposto dunque all’amministrazione di Pilato, mentre la data della morte di Anna non è nota.
Infine secondo il Vangelo di Luca, Gesù fu inviato da Pilato a Erode Antipa che regnò sulla Galilea come vassallo dei Romani tra il 4 a.C. e il 39.
Dunque, in base ai riferimenti storici presenti nelle fonti, la morte di Gesù sarebbe avvenuta tra l’anno 26 e il 36.

Fonte:Storie di storia, che storia