L’età delle monarchie nazionali


La figura del sovrano fu centrale nella costituzione dello Stato moderno in Europa tra il XV e il XVIII secolo. Gli elementi che lo definirono furono:

– il potere accentrato nella figura del sovrano, che arginò il potere della Chiesa limitandone la funzione di investitura dei vescovi;
– la territorialità per cui l’esercizio della sovranità era localizzato in un determinato confine geografico;
– lo stato era concepito come un patrimonio privato del sovrano che ne disponeva e lo trasmetteva per via ereditaria.

In questo periodo nacque la corte, il luogo da cui il sovrano governava e in cui viveva con i suoi collaboratori; si formò l’esercito permanente formato da soldati professionisti, che dipendeva dal re, venne organizzata una burocrazia con personale di fiducia del re.

La Francia e la “pulzella d’Orleans”

In Francia nel XIV secolo si era creata una situazione anomala perchè la presenza sul suolo francese di feudi appartenenti al re inglese impediva la formazione di uno stato nazionale. Filippo VI (1328-1350) nel 1337, appartenente alla casata dei Valois, cercò di appropriarsi dei feudi inglesi provocando la reazione di Edoardo III (1327-1377). Ebbe inizio la Guerra dei Cent’anni che durò dal 1337 al 1453 non continuativamente. Nella prima fase del conflitto circa 12.000 soldati inglesi a Crécy riuscirono ad aver ragione di un esercito costituito da 30.000 uomini francesi anche grazie all’utilizzo di una nuova arma, l’arco lungo o “long bow “. Abili arcieri inglesi miravano ai fianchi del cavallo disarcionando i cavalieri costretti a combattere in condizioni disagevoli anche a causa del peso della loro pesante armatura. Questa battaglia decretò la fine dell’epoca della cavalleria. Con Carlo VI, il re francese che diede segni di squilibrio mentale, sorse un lungo conflitto tra le due fazioni che si contendevano il potere: gli armagnacchi e i borgognoni. La Francia venne sconfitta nella battaglia di Azincourt, nel 1415, e i francesi persero tutta la regione settentrionale e persino Parigi.
Con il Trattato di Troyes, nel 1420, si impose al sovrano di riconoscere come erede il re d’Inghilterra.
Le cose mutarono con l’avvento al trono di Carlo VII(1429-1461) che ricominciò a pretendere l’unificazione dello stato, cercando di riorganizzare la resistenza contro il dominio inglese. Arrivò sulla scena una giovanissima contadina analfabeta proveniente da un paesino della Champagne che riferiva di ascoltare delle “strane voci”, da lei attribuite all’Arcangelo Michele, che le chiedevano di liberare la Francia dal giogo straniero e di condurre Carlo all’affermazione della sua sovranità. Indossati abiti maschili si recò ad incontrare il re che la sottopose all’esame dei teologi per capire se mentisse. Giovanna rivelò la sua profonda fede e da quel momento divenne la “Pulzella”.
Alla guida di un esercito infervorò i soldati che conquistarono Orléans e l’entusiasmo acquisito favorì nuove vittorie.
Il re fu incoronato a Reims ma la fama di Giovanna era cresciuta così tanto che il sovrano non mosse un dito quando venne catturata dagli inglesi per timore che il suo prestigio fosse offuscato dalla giovane.
Sottoposta a processo per eresia, a soli diciannove anni fu condotta sul rogo nella piazza di Rouen. I francesi riconquistarono tutti i territori eccettuato quello di Calais sulla Manica. La guerra dei Cent’anni permise la costituzione dello Stato nazionale francese che si rafforzò grazie a Luigi XI.
Il re prima scese a patti con una lega di feudatari che si erano ribellati e poi ne annesse i territori fino a imporre la sua sovranità su tutta la Francia. Reclutò un esercito permanente da affiancare alla vecchia cavalleria, nuovi reparti di artiglieria e corpi di mercenari. Fu costituito un articolato apparato amministrativo con dei Parlamenti regionali che oltre alla funzione giurisdizionale avevano il diritto di rimostranza, di porre cioè un veto nei confronti delle decisioni del re.
Il controllo del potere ecclesiastico fu portato avanti con la Prammatica Sanzione che limitava i potere di investitura dei vescovi da parte della chiesa.Anche la religione doveva diventare uno strumento di consenso.

L’Inghilterra e la Guerra delle due Rose

La guerra dei Cent’anni aveva limitato i territori inglesi e ciò scatenò l’instabilità in Inghilterra dove si manifestò una guerra civile in cui si contrapposero la casa dei Lancaster, il cui emblema era una rosa rossa, alla casa degli York, simboleggiata da una rosa bianca.
Il conflitto chiamato Guerra delle due Rose fu lo scenario di violenze inaudite e si concluse con l’ascesa al trono di Enrico VII Tudor (1485- 1509) con cui ebbe inizio la stabilità della monarchia inglese. Il sovrano riuscì ad accentrare il potere sottraendolo alla feudalità, in Inghilterra non molto forte. Si alleò con la borghesia e gli strati sociali produttivi e limitò la sua politica estera, mettendo in atto un orientamento isolazionista che gli consentiva di concentrarsi sulla crescita del proprio stato. Si favorì un nuovo sistema di produzione nell’agricoltura, si svilupparono le attività manifatturiere riguardanti la produzione della lana che, grazie allo sviluppo del paese come potenza coloniale, sarebbe stata esportata ed avrebbe creato grandi patrimoni.
La funzione giudiziaria e quella tributaria venne delegata agli sceriffi e ai giudici di pace. Al re fu affiancato un Consiglio della Corona costituito da aristocratici e fu istituita la Camera Stellata, un tribunale speciale che puniva i reati dei feudatari. Vennero limitati i poteri della chiesa ed i privilegi ecclesiastici.

La Spagna e la Riconquista

La storia della formazione dell’identità nazionale e dello stato in Spagna coincide con la lunga guerra, contro i musulmani, chiamata la Riconquista.
Nel 1212 dopo la battaglia di Las Navas de Tolosa la penisola iberica risultava costituita da cinque regni: Aragona e Castiglia, i più estesi, il Regno di Navarra, ai confini con la Francia, il Regno di Granada, dominato dai musulmani.
Il Portogallo diventò regno autonomo dal XIII secolo.
Il matrimonio tra Ferdinando di Aragona ed Isabella di Castiglia nel 1479 segna l’inizio dell’unificazione formale dei due Regni.
La Castiglia e l’Aragona si differenziavano perché la prima, affacciata sull’Atlantico, aveva delle velleità di conquista in quella direzione mentre le mire espansionistiche dell’Aragona erano rivolte al Mediterraneo, dove possedeva le Baleari, la Sicilia e la Sardegna ed in seguito il Regno di Napoli.
In Aragona gli interessi economici principali erano agricoli-commerciali mentre la principale attività castigliana era l’allevamento. Anche la lingua era diversa. Nonostante queste differenze il re ottenne un largo consenso e riuscì a costruire un forte apparato burocratico e un esercito permanente.
La base comune fu certamente il clima religioso che si diffuse in occasione della “crociata” contro il regno dei Mori a Granada.
Anche l’Inquisizione, costituita per la prima volta in Castiglia nel 1478, ebbe l’effetto di unificare il sentimento di intolleranza contro gli infedeli.
Il papa Alessandro VI diede a Ferdinando il titolo di Re Cattolico.
Questo acuì il clima di intolleranza verso i moriscos, i musulmani convertiti ed i conversos, gli ebrei convertiti e sollecitò l’adozione di leggi che ne provocarono l’esclusione da tutti gli incarichi pubblici.
Questa politica di intolleranza ebbe come rovescio della medaglia una notevole diminuzione della capacità produttiva del paese perché i moriscos e i conversos espulsi portarono all’estero le proprie capacità artigianali e produttive e determinarono una sempre maggiore dipendenza della Spagna dalle importazioni di prodotti.

La frontiera orientale

Massimiliano I di Asburgo (1459-1519) venne eletto Imperatore nel 1493 su un territorio molto vasto articolato in tre aree:

– il Sacro romano impero germanico,
– gli antichi possedimento degli Asburgo (Austria, Tirolo, Stiria, Corinzia e Carniola),
– i Paesi Bassi e la Franca Contea, territori acquisiti grazie all’unione matrimoniale con Maria di Borgogna.

Nonostante la vastità dei territori l’imperatore non possedeva un esercito né poteva avvalersi di un adeguato apparato burocratico e la sua salita al trono avveniva per elezione, non per via dinastica. Il carattere poli-nazionale dell’impero non permetteva un accentramento del potere; per questo Massimiliano procedette ad una politica matrimoniale, cercando le alleanze attraverso i matrimoni.
Il pericolo più temuto furono gli Ottomani così chiamati dal nome di Othman (1299-1326), il sultano che fondò questa dinastia.
Il nerbo dell’esercito turco era costituito dai Giannizzeri, istituito originariamente come guardia personale del sultano.
Tra le famiglie contadine venivano selezionati bambini di età compresa tra i sei e i nove anni, convertiti all’islamismo e sottoposti ad una disciplina forzata e durissima.
Non potevano contrarre matrimonio così non avrebbero avuto remore negli scontri di guerra.
La loro arma tipica era la sciabola con la lama ricurva. I turchi continuarono la loro espansione e nel 1453 occuparono Costantinopoli decretando la caduta dell’Impero bizantino.
La grande capitale bizantina cambiò il suo nome in Istanbul e la grande chiesa di Santa Sofia fu trasformata in una moschea.
I turchi occuparono anche la penisola balcanica insidiando l’impero asburgico e affermandosi come potenza con la quale i sovrani europei dovettero a lungo confrontarsi.

L’Europa dell’Est

L’enorme territorio russo era costituito da Principati che dipendevano dai mongoli con i quali avevano stretto legami commerciali.
Tra tutti emerse per potenza e forza il Principato di Mosca che aveva una posizione strategica e coltivava un rapporto privilegiato con i Khan mongoli.
Anche la Chiesa ortodossa, nonostante l’invasione mongola, aveva mantenuto la sua struttura diventando un punto di riferimento per il cristianesimo ortodosso che guardava a Mosca come alla terza Roma, dopo Costantinopoli e la sede italiana del pontefice.
Lo stato russo ebbe origine con Ivan III il Grande che accentrò il potere, trasformò il suo principato in uno Stato forte ed unitario, riconosciuto anche dalla Chiesa ortodossa, ed impose la costruzione di una splendida residenza reale, il Cremlino.