I Celti le consideravano le Messaggere degli Dèi e ne avevano un rispetto estremo, tanto che in Irlanda esistevano delle leggi severe che ne regolavano la sorveglianza.
Nel periodo del Cristianesimo l’attenzione loro riservata non diminuì e per motivare l’uso delle candele in cera d’api durante le funzioni religiose (cosa che probabilmente andava giustificata essendo già. una consuetudine pagana), un testo giudico gallese afferma che la nobiltà delle api veniva direttamente dal Paradiso e che Dio stesso dopo aver infuso loro la sua grazia, le inviò sulla terra ad aiutare gli uomini ad attenuare l’effetto dei loro peccati.
La tradizione antica rinnova se stessa celandosi sotto nuove parole e nuovi simboli, Il valore in quanto appena esposto si può trovare nella parola gallese cwyraldd, il cui significato è «perfetto, compiuto», e che deriva dal termine cwyr, «cera».
Il moderno gaelico céir-bheach, letteralmente «cera d’ api», significa anche «perfezione». Le api sono quindi simbolo di perfezione, saggezza e immortalità dell’anima e infatti le tradizioni celtiche precristiane ritenevano che le api fossero in possesso di una saggezza segreta derivata diretta- mente dall’ Altromondo.
Tutta questa considerazione faceva del miele un alimento pregiato e un ingrediente privilegiato per diverse bevande usate sia quotidianamente. sia per scopi rituali. Una di esse, l’idromele, era composta da acqua di fonte e miele uniti ad alcuni altri elementi che si lasciavano fermentate, per quaranta giorni e prendevano il nome di «liquore di immortalità» o «bevanda degli dèi».
Il miele, inoltre, era un elemento importante nella preparazione del gwìn a bra-gawd, usato durante la festa di Imbolc, oltre a essere uno dei componenti di ciò che bolliva nell’ Awen, il calderone d’ispirazione della Dea Madre, messo sul fuoco alla festa di Samhain, che conteneva una pappa d’orzo misto, ghiande, miele, sangue di toro, edera, elleboro lauro e altri ingredienti. L’ape mellifera era tenuta in considerazione e ritenuta portatrice del fuoco sacro. Essa era simbolo delle sacerdotesse e degli iniziati in generale, così come delle anime del grandi sciamani.
È interessante segnalare che ai piedi dei Pirenei francesi fu rinvenuta un iscrizione dedicata a un dio di nome Abellio-Abellion (in francese l’ape si dice abeille) che rappresenta LughBelenos, il dio solare e della luce visibile.
Nel folklore europeo è rimasta la consuetudine di considerare le api come messaggere.