Dalla Bulgaria all’Africa?


7 milioni di anni fa i campi di mais e di girasole di alcune vaste aree del sud della Bulgaria erano ricoperte da savane simile a quelle che interessano l’Africa tropicale dei nostri giorni, ci vagavano gazzelle e giraffe. E forse si lì muoveva anche, sorprendentemente, il più antico antenato della specie umana.

Gli indizi di questa che potrebbe essere una rivoluzionaria scoperta in campo paleoantropologico provengono da un piccolo gruppo di ricercatori che stanno lavorando su un antico deposito lasciato da un fiume in secca vicino al tranquillo villaggio di Rupkite.
Tutto ha inizio nel 2002 quando il nipote di appena 5 anni del paleontologo Petar Popdimitrov trovò casualmente quel che sembrava un fossile di un dente con tre radici. “Inizialmente pensavo che fosse il dente di un animale, perché era di un colore blu-grigio. Sembrava molto usurato, in particolare lo era la superficie masticatoria. Ma mio genero, che è un dentista, disse che poteva essere di un essere umano”, ha detto Popdimitrov.
Nel 2007 il paleontologo mostrò il dente al professore Nikolai Spassov, del Museo Nazionale di Storia Naturale bulgaro è a Denis Geraads del Museo Naturale di Parigi i quali iniziarono una ricerca a tempo perso sul reperto.
Ora a distanza di 10 anni Spassov e Madelaine Boehme della Tubingen University (tedesca), che ha partecipato alla ricerca, hanno avanzato l’ipotesi che il dente potrebbe incastrarsi in una mandibola che venne trovata vicino ad Atene nel 1944.
Quest’ultima venne scoperta da soldati tedeschi mentre scavavano un bunker durante la Seconda Guerra Mondiale, ma allora non venne studiata. I due reperti hanno permesso ai ricercatori di avanzare l’ipotesi che essi appartengono ad una creatura chiamata Graecopithecus, un ominide che si era da poco staccato dalla linea degli individui scimmieschi. Se così è bisogna ammettere che il Graecopithecus emigrò in Africa più tardi, e diede il via ai successivi individui che portarono al genere Homo.