IL FARO PERDUTO DI ALESSANDRIA RIEMERGE DAL MARE


IL FARO PERDUTO DI ALESSANDRIA RIEMERGE DAL MARE… INCISO SU UN ANELLO DI BRONZO!
▶️ Durante una campagna di archeologia subacquea, gli studiosi hanno riportato alla luce un anello-sigillo di bronzo con un’incisione che raffigura il leggendario Faro di Alessandria, una delle Sette Meraviglie del mondo antico.
▶️ Il reperto è stato rinvenuto tra i resti sommersi di Antirhodos, un’isola che faceva parte del quartiere reale dell’antica Alessandria, nel grande porto orientale, il Portus Magnus.
▶️ È la prima volta che viene identificato un anello-sigillo con una raffigurazione del celebre faro. L’immagine presenta somiglianze con quelle impresse sulle monete antiche, offrendo agli archeologi un nuovo elemento per studiare l’aspetto di un monumento di cui oggi rimangono soltanto testimonianze indirette e resti archeologici.
▶️ Costruito sull’isola di Pharos durante il regno di Tolomeo II Filadelfo, nel III secolo a.C., il faro era una delle opere più straordinarie dell’ingegneria ellenistica.
La sua altezza viene stimata in oltre 100 metri: una struttura monumentale che dominava il porto e guidava le navi verso uno dei centri commerciali più importanti del Mediterraneo.
La sua funzione non era soltanto pratica. Il faro era anche un simbolo della ricchezza, della potenza politica e delle ambizioni culturali dei sovrani tolemaici, eredi del mondo creato dalle conquiste di Alessandro Magno.
▶️ Antirhodos apparteneva al paesaggio monumentale del quartiere reale, nel quale si trovavano palazzi e strutture legate alla corte dei Tolomei. È un luogo che evoca inevitabilmente Cleopatra VII e gli ultimi anni dell’Egitto indipendente, prima della conquista romana.
Attenzione, però: non sappiamo chi possedesse l’anello né se fosse contemporaneo a Cleopatra. La sua scoperta in quest’area non dimostra un legame personale con la regina.
▶️ A che cosa serviva l’anello? Probabilmente poteva essere utilizzato per imprimere un’immagine su cera o argilla, sigillando lettere, contenitori o documenti. Ma la sua funzione precisa e la datazione restano da chiarire.
▶️ A volte, la memoria di una meraviglia non sopravvive in un monumento, ma nel minuscolo oggetto che qualcuno portava con sé.
Fonti: European Institute for Underwater Archaeology (IEASM); Archaeology Magazine, 8 ottobre 2026