La Fanciulla di Vulci: una Kore greca tra gli Etruschi


🔹 Durante gli scavi nell’antica città etrusca di Vulci (nell’odierna provincia di Viterbo) è emersa una scoperta straordinaria: la testa di una giovane donna, una Kore risalente al V secolo a.C.
🔹 Questo reperto è rarissimo: rappresenta una scultura greca arrivata fino in territorio etrusco, a testimonianza dei rapporti culturali e commerciali tra Grecia ed Etruria nell’età arcaica. Il resto del corpo purtroppo è andato perduto.
🔹 Il volto, scolpito in marmo greco e con tracce della policromia originaria, presenta il caratteristico sorriso arcaico, gli occhi in terracotta e le ciglia in metallo. Sulla testa un alto diadema e orecchini a disco sulle orecchie. Gli studiosi ritengono che sia stata realizzata ad Atene nei primi anni del V secolo a.C. e da lì abbia raggiunto la città di Vulci come tante pregevoli opere della statuaria greca.
🔹 La Kore di Vulci ci parla di arte, scambi e influenze culturali: gli Etruschi importavano e apprezzavano l’arte greca, mostrando il loro legame con il Mediterraneo antico.
🔹 Dopo il ritrovamento, la testa è stata portata a Roma per restauro e studio approfondito.
🔹 La scoperta rientra nel progetto internazionale “Vulci Cityscape”, promosso dalle Università di Friburgo e Magonza in collaborazione con la Soprintendenza e la Fondazione Vulci.
🔹 Attualmente la Kore è in fase di restauro e analisi presso l’Istituto Centrale per il Restauro (ICR) di Roma: indagini scientifiche approfondite riveleranno presto i suoi colori originari, i materiali e le tecniche di lavorazione impiegate per realizzarla.