L’Impero Persiano

L’Iran era abitato, già alcuni secoli prima del 1000 a.C. dai Medi e dai Persiani, popoli Indoeuropei. I Medi abitavano la regione nord-occidentale dell’Iran, a sud del mar Caspio, i Persiani occupavano la regione meridionale, presso il golfo Persico. Alla fine del VII a.C. il regno dei Medi si estese e riuscì ad abbattere l’impero assiro. Ma ben presto, la monarchia persiana si sostituì a quella dei Medi, per opera di Ciro il grande. Ciro, in breve, conquistò l’Asia minore e poi si volse ad oriente, occupando anche le regioni più remote e impervie dell’Iran. Caduta Babilonia, nel 539 a.C., tutto il medio oriente era nelle mani del grande re persiano. Egli, dominò senza crudeltà e tirannia verso i popoli assoggettati, a differenza di Assiri e Babilonesi. L’opera di Ciro, fu proseguita dal figlio Cambise, che nel 525, riuscì a far crollare l’ultima potenza orientale che ancora resisteva ai Persiani, L’Egitto. A Cambise dopo alcuni anni, successe Dario I, che dette all’impero un saggio e solido ordinamento, estese il suo dominio in oriente, verso l’India, e in occidente, verso le coste dell’Egeo e la penisola Balcanica. Lo scontro con il popolo greco, le cui fiorenti città marinare popolavano le rive dell’Egeo, era ormai inevitabile.

LA SOCIETA’

Il territorio dell’impero fu diviso in 20 provincie o satrapìe, ciascuna governata con pieni poteri da un suo funzionario fedele (sàtrapo). Ogni provincia mantenne la lingua, la religione, gli usi e i costumi che avevano prima della conquista: doveva solo pagare regolarmente le tasse ai Persiani e fornire un esercito in caso di guerra. I sàtrapi, i governatori delle varie provincie, viaggiavano per l’immenso paese attraverso una fitta rete di strade, che trovavano l’eguale solo nell’impero romano. La più famosa, ricordata dallo storico Erodoto, fu quella che univa Susa, presso il golfo Persico, con Sardi, in Lidia, vicino al mare Egeo. Si coniò pure una moneta d’oro, il dàrico, che venne utilizzata per i commerci in tutto l’Oriente. Nucleo della potenza persiana, era l’esercito, che, primo nella storia, ebbe truppe combattenti a cavallo. Furono, in generale, rispettati i costumi, le leggi, le istituzioni dei popoli soggetti, i quali fornivano al “Gran Re” tributi e contingenti militari.

LA RELIGIONE

La religione dei Persiani, era fondata sulla dottrina attribuita a Zarathustra, o Zoroastro. Il mondo era concepito come da due forze soprannaturali e potenti, il principio del bene e quello del male: il giorno e la notte ne erano considerati i due simboli più evidenti. Secondo la religione di Zarathustra, i due principi, sono in perpetua lotta tra loro, fino alla fine dei tempi, quando si avrà la vittoria del principio del bene: gli uomini devono con le loro forze collaborare a questa vittoria.

ARTE E CULTURA

I Persiani furono abili costruttori, come rivelano le rovine delle loro città, specialmente quelle di Persépoli, la splendida capitale cinta da una triplice cerchia di mura, ricca di magnifici edifici e ornata di bassorilievi e di ceramiche smaltate a colori. Rimangono ancora le monumentali tombe dei re, scavate nella roccia viva, nel fianco della montagna. Della cultura persiana è documento il libro sacro della legge, l’Avesta. Tuttavia la cultura persiana non è originale, perchè imitarono l’architettura dei Babilonesi, e adottarono i loro caratteri cuneiformi.

VITA ECONOMICA

Fiorente fu invece l’economia persiana. Non prevalse l’agricoltura perchè gran parte della regione era desertica o stepposa, ma si praticava l’allevamento di cavalli, asini e cammelli. Ricche, erano invece le miniere di rame, ferro e piombo, le cave di marmo e di lapislazzuli. Fervevano anche le attività industriali, favorite dal lusso della corte e dell’aristocrazia, e incoraggiate dal re. Ma soprattutto erano importanti i commerci, che si avvalevano della meravigliosa rete stradale.

IL DENARO
Il darico d’oro e il siclo d’argento furono le monete coniate dall’impero persiano. Le prime monete di cui si ha notizia sono quelle emesse da Creso, re della Lidia, una regione dell’Asia Minore, tra l’VIII e il VII secolo a.C.: erano di grossa pezzatura e servivano per pagare lo stipendio annuo alle truppe, per offerte ai templi e per acquistare oggetti preziosi. I persiani adottarono questo strumento e coniarono monete più piccole leggere, facilmente trasportabili. Poco alla volta l’uso della moneta sostituì il baratto nelle transazioni commerciali, favorendo gli scambi delle merci, semplificando la contabilità e uniformando i sistemi di valutazione.

ZARATUSTRA IL PROFETA
I Persiani in origine erano politeisti e adoravano le forze della natura: Mitra (il sole), Ma (la luna), Zam (la terra) e così via. Tra il VII e il VI secolo a.C. si diffuse la predicazione di un profeta, Zaratustra o Zoroastro, che proponeva una nuova fede in un Dio unico, Ahura Mazda, spirito del bene e creatore del mondo. Ahura Mazda – secondo Zaratustra – è in lotta con Ahriman, lo spirito del male, un duello eterno, a cui deve partecipare anche l’uomo, libero di scegliere tra il bene e il male. Chi sceglie il bene avrà la ricompensa eterna; chi sceglie il male la dannazione. Il comportamento degli uomini deve perciò essere improntato alla pratica della verità, della giustizia, dell’amore per i deboli, della fedeltà. Così è scritto nell’Avesta, il libro sacro che contiene il pensiero del profeta.

ANNUSARE LA TERRA
I sovrani persiani, detti i Re dei re, avevano un potere assoluto. Ritenevano di essere ispirati dalla divinità nel giudicare e nel governare e le loro decisioni erano indiscutibili. Davanti al re dei re anche i nobili, gli ufficiali, gli ambasciatori, i principi dei Paesi tributari dovevano fare atto di venerazione, prostrandosi fino ad “annusare la terra”. Dai resti dei fastosi edifici pubblici emerge il desiderio di esaltare e celebrare la potenza del re: la figura del sovrano, era sempre scolpita in alto, in posizione dominante, attorniata da soldati e sudditi di dimensioni più piccole per far risaltare maggiormente l’immagine del re.

LA CONQUISTA DI ALESSANDRO

L’impero persiano incominciò a vacillare dopo la sconfitta del re Serse nella guerra contro i Greci (479 a.C.). Nei successivi 150 anni furono sperperate risorse e ricchezze e la compattezza dello Stato andò affievolendosi. L’impero crollò definitivamente sotto la spinta dell’esercito macedone di Alessandro Magno nella seconda metà del IV secolo a.C.