I PERSONAGGI CHE HANNO FATTO LA STORIA

SARGON

Sargon
Sargon

Il vero nome di questo personaggio mitico è Sharrukenu.
Visse nella Mesopotamia centrale intorno al 2150 a.C.
Si trattava del coppiere del re di Kish (città sumera) che si fece Ensi (signore) e divenne, dopo la vittoria sul sovrano di Uruk Lugalzagesi, sovrano dell’intera Mesopotamia: Signore dei quattro regni .
Circa la sua origine aleggia una leggenda che risulta molto simile a quella di Mosè.
La madre di Sargon era una sacerdotessa di Inanna, che avevava fatto voto di non avere figli. Essa partorì in gran segreto nella città di Azupiranu e pose il figlio in una cesta di vimini che venne affidata alle acque dell’Eufrate.
Il bimbo venne trovato da Laipu che lo allevò presso la corte di Kish.
Il piccolo Sargon crebbe conoscendo la cultura semita e l’arte della guerra.
Divenne signore dei nomadi e degli eserciti e mosse contro Sumer, vincendo contro il re Lugalzagesi di Lagash.
Il suo impero si estese dal Golfo Persico al Mediterraneo e comprendeva: Mesopotamia, Elam, Siria, Oman, Fenicia e parte dell’Anatolia fino al fiume Hylas.
Egli si proclamò dio, figlio di Inanna (Ishtar per i babilonesi).

Fece un impero e lo regnò in modo equilibrato, rispettando i costumi delle popolazioni locali. Nelle posizioni strategiche del paese pose uomini di propria fiducia. Egli non respinse la cultura sumerica, ma l’accolse facendola propria ed arricchendola.
Le numerose guerre di conquista furono una sua risposta alla necessità che la popolazione aveva di materie prime, di cui la Mesopotamia era sprovvista.
La capitale dell’impero sargonide fu Accad, città posta nella Mesopotamia centrale, tra i due fiumi, otimo luogo strategico per i commerci.
In breve divenne una città fiorente e ricca che visse per due secoli, fino a che la popolazione barbara dei Gutei non la distrusse.
Non è rimasta una grande traccia di questa città: oggi è stata identificata a Tell ed-Der a sud di Babilonia.
Con Sargon osserviamo che il potere politico mesopotamico comincia a spostarsi verso il nord della regione. Questo aprirà la strada alle civiltà assiro-babilonesi.

GUDEA

Gudea

Sovrano della città sumerica di Lagash (odierna Tellō), vissuto intorno al 2075 a. C. è il più notevole esponente del rinascimento politico e culturale neosumerico che seguì alla caduta della dinastia semitica di Akkad.
Gudea scelse il titolo di ensi (re cittadino o governatore) e non quello di lugal (accadico sharrum), sebbene egli si presentò come dio di Lagash.
Gudea sostenne di aver conquistato Elam e Anshan, ma le sue iscrizioni enfatizzano la costruzione di canali d’irrigazione e templi e la realizzazione di preziosi doni per gli dèi. I materiali utilizzati provenivano dal Libano, dall’Arabia, da Canaan, dall’Egitto, dall’Oman e dal Bahrain.
Le sue attività militari sono solo parzialmente documentate a fronte di una capillare, ripetitiva ed esaustiva celebrazione per la costruzione del tempio del dio Ningirsu che il sovrano volle enfatizzare con numerose iscrizioni dedicatorie.

HAMMURABI

Hammurabi
Hammurabi

Hammurabi, in accadico Khammurabi, dall’amorreo Ammurapi, cioè “Ammu guarisce” fu il sesto re di Babilonia della cosiddetta I dinastia babilonese. Viene ricordato per aver unificato la bassa Mesopotamia e soprattutto per aver promulgato una raccolta di leggi nota come Codice di Hammurabi, che rappresenta uno dei primi esempi di leggi scritte della storia. Il Codice sottende un principio stupefacente per la sua modernità: la legge deve essere portata a conoscenza di tutti e tutti devono porsi il dovere di conoscere la legge.
Pensando che il suo impero si sarebbe retto solo con l’appoggio di un’unica divinità, scelse Marduk come dio principale di tutto l’impero, in nome del quale esigeva i tributi delle città sottomesse.
I primi anni del suo regno furono pacifici in quanto Hammurabi utilizzò il suo potere sopratutto per intraprendere una serie di opere pubbliche, tra cui la fortificazione delle mura della città a scopo difensivo, il restauro di alcuni templi e lo scavo di un’estesa ed efficiente rete di canali, il più importante dei quali garantiva l’irrigazione da Nippur a Eridu e si chiamava “Hammurabi è l’abbondanza del popolo“.
In ragione di una risoluta politica espansionistica, Babilonia arrivò a dominare tutta la valle del Tigri e parte di quella dell’Eufrate.
Tali campagne militari portarono Hammurabi in un primo momento a spingersi verso sud conquistando, nel settimo anno di regno le città di Uruk e di Isin, che erano sotto il controllo del re di Larsa; successivamente egli rinunciò ad altre azioni militari verso meridione ripiegando, verso nord-ovest ed est dove risiedevano regni molto agguerriti.
La politica espansionistica di Hammurabi aveva, infatti, lo scopo di eliminare possibili forti avversari all’esterno dei confini e di limitare il potere delle città stato che rappresentavano un continuo elemento di contestazioni e di guerre nell’area mesopotamica.
Con abile strategia diplomatica e militare Hammurabi tentò un’imponente opera di unificazione politica dei diversi popoli della Mesopotamia, arrivando fino alle tribù del deserto e riordinò lo Stato accentuando la componente semitica.