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Nel comune di Fumane (Verona), sulla vecchia strada che porta a Molina, nella Val dei Progni negli anni ’60 l’archeologo G. Solinas scoprì quello che oggi è chiamato appunto “Riparo Solinas” o semplicemente “Grotta di Fumane”, conosciuta come uno dei maggiori monumenti della preistoria antica. Questo giacimento è di estremo interesse per comprendere il grande cambiamento biologico e culturale avvenuto nell’evoluzione umana attorno a 40.000 anni fa.

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Molina deriva il suo nome dalla presenza, in passato, di numerosi mulini azionati dalla forza idraulica di varie sorgenti, le stesse che danno luogo alle meravigliose cascate del Parco.
Visitare Molina è l’occasione per prendersi una pausa rilassante in mezzo alla natura, scoprendo paesaggi indimenticabili: il paese è immerso nel verde, al centro di tre valli profondamente incassate tra ripidi versanti boscosi e vertiginose pareti di roccia nuda.
Una visita a Molina significa anche fare un salto nel passato: il paese conserva intatte ancora oggi le caratteristiche di un antico borgo medievale ed offre i più svariati esempi della tipica architettura della Lessinia occidentale.

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Le terramare sono villaggi sorti in Emilia e nella zona centrale della pianura padana attorno alla metà del II millennio a.C.
Gli insediamenti erano circondati da poderosi terrapieni e da ampi fossati. Le abitazioni venivano spesso costruite su piattaforme sopraelevate.
Gli scavi nella collinetta di Montale hanno portato alla luce i resti di una terramara visitabili in uno spazio museale attrezzato. Nel museo all’aperto è stata ricostruita una parte del villaggio con fossato, terrapieno e due case arredate con vasellame, utensili, armi e vestiti che riproducono fedelmente gli originali di 3500 anni fa.

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Un nuovo modo di insegnare storia, attraverso una serie di laboratori incentrati sulla sperimentazione e l’archeologia sperimentale.
La mission è far capire dove e come è nata la civiltà, l’importanza di conservare il patrimonio storico-archeologico e come azioni del passato spesso si riflettono sul presente. L’obiettivo finale del progetto è quello di far comprendere ai bambini un mondo ormai scomparso, facendo rivivere sulla loro pelle le stesse sensazioni e le stesse emozioni dell’uomo del passato.

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